Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.
Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.
Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.
Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo.
Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
Dio da' al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;
Regga con giustizia il tuo popolo
e i tuoi poveri con rettitudine.
I re di Tarsis e delle isole porteranno offerte,
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.
A lui tutti i re si prostreranno,
lo serviranno tutte le nazioni.
Egli libererà il povero che grida
e il misero che non trova aiuto,
avrà pietà del debole e del povero
e salverà la vita dei suoi miseri.
Dopo che furono saziati i cinquemila uomini, Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla.
Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra.
Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, gia verso l'ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «E' un fantasma», e cominciarono a gridare,
perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!».
Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi,
perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito.
La rivelazione essenziale del Vangelo, è la presenza dominante e invadente di Dio. E' una chiamata ad incontrare Dio e Dio non s'incontra che nella solitudine. A chi vive fra gli uomini sembra rifiutata la solitudine. Sarebbe credere che noi precediamo Dio nella solitudine: è lui che ci attende; trovarlo è trovarla, poiché la vera solitudine è spirito r tutte le nostre solitudini umane sono solo incamminarsi verso la perfetta solitudine nella fede.
La vera solitudine non è l'assenza della gente, è la presenza di Dio. Mettere la propria vita davanti a Dio, consegnare la vita alla nozione di Dio, trasferirsi in una regione dove siamo resi soli. E' l'altezza che fa la solitudine delle montagne e non il luogo dove sono le loro basi. Se l'apparire della presenza di Dio in noi avviene nel silenzio e la solitudine, ci lascia calmi, coinvolti, radicalmente uniti a tutti gli uomini fatti della stessa pasta nostra.
"Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!" Non c'è solitudine nel silenzio. Il silenzio è qualche volta tacere, ma il silenzio è sempre ascoltare. Un'assenza di rumore che fosse priva della nostra attenzione alla parola di Dio non sarebbe silenzio. Una giornata piena di rumori e piena di voci può essere una giornata di silenzio se il rumore diventa per noi eco della presenza di Dio.
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